The Butterfly Circus: riflettere sull'inclusione della disabilità

Le Linee Guida per l’integrazione scolastica degli alunni con disabilità (2009) vedono l’integrazione come punto di forza del sistema educativo, per cui la scuola non deve risultare un “parcheggio” per ragazzi con difficoltà, ma una comunità accogliente nella quale tutti gli alunni, a prescindere dalle loro diversità, possono realizzare esperienze di crescita individuale e sociale.

La didattica inclusiva deve quindi coinvolgere tutti – insegnanti, genitori, allievi diversamente abili e normodotati – in quanto la sua peculiarità risiede nel declinarsi in modi diversi a seconda degli individui, garantendo la costruzione di un gruppo classe tramite dinamiche partecipative e affettive.

Come scritto da Michela Marzano in un articolo comparso su «La Repubblica» del 28 febbraio 2014: «La scuola serve a far crescere e a far capire il senso del proprio “essere al mondo”. Serve ad aprirsi alle differenze, imparando pian piano ad accoglierle. Serve a rendersi conto che, nella vita, nessuno può “avere tutto” ed “essere tutto” e ci sarà sempre qualcosa che ci mancherà: una caratteristica, una qualità, un posto di lavoro, una relazione sentimentale, un figlio.
Avremo tutti i nostri problemi e le nostre differenze. Le nostre differenze e i nostri handicap. Tutti “diversamente abili” per un motivo o per un altro. Sperando che queste varie disabilità non ci escludano dal vivere-insieme».

È nell’incontro con la diversità che ci si apre al prossimo e questo può avvenire sia all’interno della classe, sia con racconti di vita vissuta prodotti per il cinema o la televisione. Di seguito verranno presentate le recensioni di film e fiction “inclusivi”, prodotti tra il 2007 e il 2014.